Vinyls, tornano le croci davanti alla Torre
PORTO TORRES. La scorsa settimana le croci bianche erano sparite dal prato antistante la Torre aragonese, primo simbolo della lotta dei lavoratori della Vinyls. Ieri gli stessi operai che le avevano tolte dal prato le hanno rimesse. Arricchite stavolta di piccole lapidi, fiorellini e lumicini d'ordinanza. Croci ''dedicate''un po’ a tutti, con un epitaffio personalizzato. Ovviamente non poteva mancare la croce di Paolo Scaroni, quella del ministro Sacconi e - logicamente - dell'ex ministro Claudio Scajola ancora in cerca di una casa nel centro di Roma.
I lavoratori della Vinyls non si sono dimenticati di fare una dedica speciale al presidente della giunta regionale Ugo Cappellacci e all'assessore all'industria Sandro Angioni. E, per non far un torto a nessuno, lapidi sono state riservate ai tre segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil, all'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, al leader della Lega Umberto Bossi, e al mondo dell'informazione con i direttori di Tg1, Tg5, Tg4 mentre al condirettore del ''Giornale'' è stato riservato uno spazio a parte.
Dall'elenco manca il presidente del consiglio Silvio Berlusconi «ma a un paio di giorni dall'incontro che avremo a Palazzo Chigi - hanno spiegato gli operai della Vinyls - ci sembrava un gesto di pessimo gusto». Ma la lapide del Cavaliere è stata preparata, conservata nella Torre e pronta a essere aggiunta alla lunga teoria delle croci bianche che decorano nuovamente il prato della Torre Aragonese. Quella di ieri è l'ennesima provocazione dei lavoratori della Vinyls e delle imprese esterne ( molti dei quali sono adesso disoccupati) sia nei confronti delle forze politiche e sindacali nazionali sia di quelle regionali. Ma il vero destinatario è un altro, e cioè le forze politiche e le istituzioni del territorio. I lavoratori della Vinyls non credono in risultati eclatanti dall'incontro con Silvio Berlusconi e per questa ragione guardano con maggior attenzione (e timore) alla scadenza del bando internazionale per la vendita degli impianti, fissata per il 22 ottobre. «Prima di quella data le istituzioni locali, e cioè Provincia di Sassari e Comuni del territorio, con Porto Torres in testa, devono dar vita a una grande iniziativa congiunta - spiegano fra una croce e un lumicino -. E questo perché le istituzioni locali, per prime, devono dire chiaramente che futuro ipotizzano per l'industria chimica. Ora tutti si riempiono la bocca con le bonifiche. Che sono importanti, ma l'Eni non ci sta regalando nulla. Era un atto dovuto, un obbligo sancito dalla legge, risorse stanziate dall'Eni a favore della Syndial, che guarda caso è una ''controllata'' Eni. Il problema vero è la mancanza di prospettive per le produzioni industriali. E un'industria che non produce è destinata a sparire in poco tempo. Anche noi siamo favorevoli alle bonifiche che, è bene ricordarlo, possono essere fatte con gli impianti in marcia. E quando diciamo ''in marcia'' intendiamo dire che producono».
Pinuccio Saba