Vinyls, l’offerta svizzera è in vantaggio

Nuova Sardegna

SASSARI. I commissari straordinari della Vinyls hanno trasmesso al ministero dello Sviluppo economico la relazione sulle tre offerte pervenute.

E dalle indiscrezioni trapelate negli ambienti ministeriali, pare che l’orientamento dei commissari sia quello di valutare come «più idonea» la proposta formulata dal fondo svizzero «Gita», l’unico a non puntare sullo «spezzatino» e, quindi, in linea con quanto indicato dalle priorità del Bando internazionale. Sarà il Ministero guidato da Paolo Romani, probabilmente nella giornata di domani, a rendere pubblica la decisione sulla base delle valutazioni effettuate dai commissari Francesco Appeddu, Mauro Pizzigati e Giorgio Simeoni, d’intesa con il Comitato di sorveglianza presieduto da Mario Salvador. Non è escluso che già oggi il Ministero decida di convocare i sindacati per rappresentare la situazione.
La scelta dei commissari, in fondo, era nell’aria. Si sapeva che l’ordine era di prediligere il gruppo che ha manifestato interesse per tutto il complesso Vinyls che conta 370 dipendenti (120 a Porto Torres, 205 a Porto Marghera e 45 a Ravenna) e quella del fondo svizzero «Gita», con sede a Zurigo, va proprio in questa direzione. Sono trascorsi ormai quasi quindici giorni da quando c’è stata l’apertura delle buste e la consegna del silenzio imposta dal Ministero ha determinato una situazione al limite dell’incredibile. Nel senso che nessuna notizia ufficiale è circolata sul futuro della Vinyls, tanto che sono aumentate le paure, alimentate da voci non proprio rassicuranti. Ora c’è un elemento di chiarezza: mentre le altre due offerte - Dioki Group e Igs SpA - sarebbero mirate agli impianti di Ravenna e Porto Torres, quella del fondo svizzero “Gita” (portavoce di un gruppo di investitori russi) riguarderebbe i tre complessi industriali e l’intero ciclo del cloro. La proposta - secondo indiscrezioni - piuttosto particolareggiata, pur con qualche carenza evidente per quanto concerne il Piano finanziario, punta anche a chiedere il rispetto degli Accordi di programma sulla chimica sottoscritti a Roma per Marghera e per la Sardegna. E’ presto per dire se la vertenza può approdare a una soluzione positiva. Esperienze precedenti insegnano che è meglio essere prudenti, considerato anche come sono andate le cose con Sartor prima e con gli arabi della Ramco poi.

Di Gianni Bazzoni