Vinyls, commissari pronti a decidere

Il Gazzettino

MESTRE. I commissari hanno quasi finito di analizzare le tre offerte presentate per partecipare al bando internazionale per Vinyls Italia ed, eventualmente, per l’intero ciclo del cloro nazionale. Nei prossimi giorni avranno pronta la relazione che consegneranno al ministero dello Sviluppo economico il quale, a sua volta, convocherà i sindacati per illustrare loro la situazione. In quel momento, probabilmente alla fine della settimana prossima o al massimo quella successiva, si saprà il destino del gruppo che ha tre fabbriche in Italia per la produzione di cvm e pvc, le materie di base per moltissime plastiche. Le strade sono due: o una delle tre offerte garantisce il futuro dell’Azienda (che attualmente occupa 370 dipendenti tra Marghera, Ravenna e Porto Torres), oppure si dovrà procedere con la dichiarazione di fallimento il che, per i sindacati e per molti politici, comporterà un durissimo colpo all’intero settore industriale chimico italiano. Delle tre offerte solo una è per tutte e tre le fabbriche e per il ciclo del cloro (quindi anche per alcuni impianti di Eni), è quella del fondo svizzero Gita che sarebbe portavoce di un gruppo di investitori russi non meglio identificato, nonostante le voci che circolano copiose sull’argomento. Gli unici elementi trapelati sono che la proposta è piuttosto particolareggiata, tranne che nella parte finanziaria, e che il gruppo chiede il mantenimento dei precedenti accordi di programma siglati a Roma sia per Marghera sia per la Sardegna.
Intanto ieri sul futuro di Porto Marghera ha preso posizione il Circolo Pdl di Marghera, e il consigliere comunale Antonio Cavaliere ha presentato un’interrogazione al sindaco: «Finalmente sta emergendo la verità, e cioè che continua il tentativo di smantellare l’industria di Porto Marghera in modo clandestino. Il circolo e il consigliere citano la bozza della Legge Speciale che non prevede un futuro per la raffineria, e il tentativo dell’Autorità portuale, per il momento rientrato, di cambiare la destinazione d’uso delle aree industriali. «Siamo costretti a dare ragione a Scaroni: una classe politica che non vuole dibattere e decidere con chiarezza, crea un clima ostile alle attività industriali per farle fuggire. E Confindustria Venezia, «invece di difendere i suoi associati, sembra più interessata a difendere gli interessi altrui». Accuse anche al sindaco Orsoni, che «tace, e manda in prima linea l’assessore Paruzzolo per difendere le scelte speculative della Giunta», e infine accusa il centrosinistra di non difendere gli interessi dei lavoratori.
Anche Riccardo Colletti, segretario della Fictem-Cgil è tornato sull’argomento riferendosi alle parole dell’amministratore delegato di Eni: «E’ inutile dire che la politica sta disincentivando ad investire a Marghera, quando le azioni compiute da questi soggetti hanno sempre determinato, o hanno lavorato per determinare, il superamento della chimica a Porto Marghera». Per Colletti, infine, «si capisce chiaramente che nelle linee di Confindustria non vi è più un chiaro disegno industriale o di tutela dell’industria».

 

Elisio Trevisan