Mamuthones, al laccio gli operai della Vinyls

L'Unione Sarda

Un rito propiziatorio “perché vengano risolti tutti i problemi lavorativi della nostra terra”. A dipingere con colori che vanno oltre la semplice solidarietà la giornata che mamuthones e issohadores dell’associazione “Atzeni-Beccoi” di Mamoiada hanno passato all’Asinara con i cassintegrati della Vinyls, è lo stesso Piero Marongiu.
«Ci hanno dato un sostegno incredibile», dice il capogruppo degli operai che da otto mesi occupano l’ex colonia penale. La voce rotta ma battagliera marca una stanchezza ancora ben lontana dalla rassegnazione.
«L’esibizione al centro della rotonda l’abbiamo vissuta come rituale scaramantico - continua -. Di buon auspicio non solo per noi, ma per le sorti di cassintegrati, precari e disoccupati sardi».
Sono le 6 del mattino di sabato quando la truppa vociante carica mastruche, campanacci, corde, fazzoletti e corpetti sul pullman parcheggiato nella piazza centrale di Mamoiada. Gesti consueti che si ripetono in occasione di ogni trasferta.
Ma questa volta accanto alle divise d’ordinanza, figurano anche degli enormi vassoi di legno con carne di porcetto ancora fumante (qualcuno ha provveduto ad arrostirla nottetempo), dolci, pomodori, ricotta salata e litri di buon rosso delle vigne attorno al Paese.
Partenza e dritti no stop fino a Stintino dove li aspetta il traghetto che li porterà all’Asinara. Verso le 10 mamuthones e issohadores incontrano finalmente i protagonisti del presidio in lotta. Un buon caffè e il ghiaccio è subito rotto.
Domande e risposte sul futuro della Chimica, racconti degli ultimi 8 mesi di autoreclusione di cui ora con il freddo e la pioggia si comincia a sentire il peso.
Il rito inizia come sempre dalla vestizione: il luogo scelto è la cella numero 4. Quando comincia lo spettacolo l’aria è già carica di emozione. Il fragore dei mamuthones rimbomba tra gli spazi metallici, simboli delle limitazioni carcerarie che un tempo investivano tutto il territorio. Gli issohadores lanciano il lazo ben augurante. Suggella la festa un’allegra tavolata imbandita dentro la sala divenuta museo dell’isola dei cassintegrati.

FRANCESCA GUNGUI