Inquinamento, risarciti 558 milioni
Montedison ha versato quasi 300 milioni di euro per risarcire lo Stato di anni di inquinamento di Porto Marghera; Syndial di milioni ne ha pagati 140; Eni 41. Per la prima volta escono tutte le cifre delle transazioni concluse dal ministero dell’Ambiente con numerose aziende operanti nell’area industriale. Nella tabella a fianco è riportato l’elenco cronologico dal 2001 ad oggi: complessivamente lo Stato ha incassato oltre 558 milioni. Le transazioni sono state 31, quattro delle quali siglate nel corso del 2010. In tutte le trattative il ministero dell’Ambiente è stato assistito dall’Avvocatura dello Stato di Venezia.
Le somme che le aziende hanno deciso di versare allo Stato sono relative al ristoro del danno ambientale provocato dai tanti veleni che, nel corso dei decenni, le industrie hanno scaricato nell’area di Porto Marghera. Sul fronte penale, il maxiprocesso contro i presunti responsabili dell’inquinamento si è concluso sostanzialmente con un nulla di fatto. Ma il ministero dell’Ambiente non si è arreso. Preso atto che non è possibile procedere contro chi, in passato, ha avvelenato terreni e acque, con l’assistenza dell’Avvocatura dello Stato ha iniziato a chiedere i danni a tutti gli attuali proprietari di aree nel polo industriale sulla base di un semplice principio: l’inquinamento non è “fermo”; le sostanze contenute nei rifiuti e nei fanghi tossici sepolti nell’area di Porto Marghera continuano ad infiltrarsi, avvelenando la laguna, i canali della zona industriale e le falde acquifere. Delle circa 800 aziende operanti a Marghera, un centinaio sono già state citate a giudizio davanti al Tribunale civile e la prima sentenza, nei confronti 3V CPM Chimica, ha dato ragione allo Stato, condannando l’azienda a pagare.
Nel frattempo, negli ultimi 9 anni, 31 società hanno preferito risarcire “spontaneamente”. Dopo la sentenza del Tribunale, che risale a poche settimane fa, il ministero dell’Ambiente confida che altre aziende sceglieranno la strada della transazione.