«Convocazione immediata al ministero dello Sviluppo»
Danno ragione a Scaroni, quando accusa le istituzioni veneziane, salvo poi richiamare l’Eni (di cui Scaroni è amministratore delegato) alle sue responsabilità perché favorisca «una soluzione industriale di prospettiva a partire dall’integrazione della filiera del cloro-pvc, includendo così tutti i siti interessali e salvaguardando l’occupazione». Riccardo Colletti (Filctem-Cgil), Massimo Meneghetti (Femca-Cisl) e Maurizio Don (Uilcem) scrivono in un comunicato che «è ora che vengano smascherati coloro che continuano a parlare con la lingua biforcuta, pregiudicando il futuro di migliaia di lavoratori», e chiedono che il ministero dello Sviluppo economico convochi celermente il Tavolo nazionale per la chimica del cloro «per fare chiarezza rispetto alle proposte di acquisto che sono arrivate, e per comprendere se queste danno forti garanzie sia sotto il profilo industriale sia finanziario».
I sindacati dicono che sono nelle mani del Ministero, dei Commissari e di Eni «che devono assolutamente favorire una soluzione industriale di prospettiva a partire dall’integrazione della filiera del cloro-pvc, includendo così tutti i siti interessati e salvaguardando l’occupazione».
Le segreterie dei sindacati chimici veneziani, infine, denunciano «la modifica della “mission” tradizionale di Confindustria Venezia, che non rappresenta più gli Industriali, ma le società immobiliari che a Porto Marghera e zone limitrofe vogliono fare solo case, come nell’area dei Pili (che non è sicuramente di nostra proprietà) e al posto della Raffineria di Venezia».
(e.t.)