Camusso, alleata degli operai sardi
SASSARI. C’è anche il legame con la Sardegna nella difficile avventura che Susanna Camusso, nuovo segretario nazionale della Cgil, ha appena cominciato. Vinyls e Alco, Asinara e Sulcis, vertenze che conosce bene, territori che ha visitato quando era vice di Guglielmo Epifani.
E proprio tramite lei i cassintegrati della Vinyls, autoreclusi all’Asinara, passarono per inviare la lettera a Guglielmo Epifani. Oggi Susanna Camusso non è più il numero 2 della Cgil, è il segretario nazionale del più importante sindacato italiano e il suo passaggio nell’Isola — due volte nel 2010, più una puntata a Roma durante il sit-in davanti a Palazzo Chigi — assume un forte significato. Il suo pensiero è conosciuto, la determinazione è evidente. E se anche alcune delle vertenze vagano nell’incertezza, a cominciare da quella della Vinyls che è un po’ la vetrina della grave crisi che attanaglia la Sardegna — è quanto meno incoraggiante l’ascesa della prima donna alla guida della Cgll nazionale.
Certo, nessuno si attende miracoli, ma dall’Asinara guardano alla nuova avventura di Susanna Camusso con rinnovata speranza. Ecco che cosa disse della decisione dei cassintegrati di occupare l’isola: «I lavoratori hanno avuto un’idea geniale. La situazione dimostra però la tristezza di un Paese dove per avere la sicurezza del posto di lavoro si deve arrivare alla spettacolarizzazione televisiva. E dove la disperazione individuale minaccia di diventare uno dei pochi veicoli d’informazione. Ma intendiamoci; non avendo altri canali, gli operai fanno assolutamente bene a proseguire così la loro lotta». Quel messaggio, ora che i cassintegrati hanno superato gli otto mesi di occupazione e i 300 giorni di presidio alla torre aragonese di Porto Torres, diventa anche uno stimolo per capire se è possibile un’evoluzione della vertenza con nuove iniziative.
Proprio dall’Asinara, l’allora numero 2 della Cgil non esitò a fare autocritica, a riconoscere che l’accordo con l’Eni del 19 ottobre «forse è stato firmato troppo in fretta e senza sentire i lavoratori». E riconobbe la necessità, da parte del sindacato, di fare di più: «Anche se diversi fattori non ci hanno reso la vita semplice: le difficoltà oggettive di questa vertenza, la gestione ministeriale che ha spesso impedito di conoscere le carte in gioco per tempo, gli elementi di preoccupazione legati alla possibile perdita di un polo strategico come quello chimico. Tuttavia stiamo con i lavoratori, e con loro combatteremo fino in fondo». Una battaglia che oggi vede Susanna Camusso segretario nazionale della Cgil, e il suo primo pensiero è andato proprio «ai lavoratori che attendono risposte».
La Camusso c’era anche ai primi di febbraio, a Cagliari, allo sciopero generale che aveva portato in piazza 50mila persone. Migliaia da tutta l’Isola, uniti per il lavoro. E restò colpita da quel popolo in marcia che non voleva più inseguire le emergenze, che gridava con forza la rabbia per non essere ascoltato dal Governo, per tutte quelle vertenze finite nel nulla. «E’ stata una manifestazione straordinaria – commentò Susanna Camusso – che dovrebbe far riflettere la politica sarda perché i lavoratori sono stanchi di promesse, hanno bisogno di risposte concrete e di un Governo regionale e nazionale, che si assuma le responsabilità». Ecco, a nove mesi di distanza la fase è la stessa: non è cambiato niente. Almeno non in meglio.
Gianni Bazzoni