La cronistoria di Vinyls

Giugno 2008: Ineos annuncia di voler mettere in liquidazione la sua società italiana: Ineos Vinyls Italia (IVI)

9 luglio 2008: il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) convoca un tavolo di confronto con i Ministri Sacconi e Brunetta, le istituzioni locali, aziende e sindacati. Eni è convocata in qualità di principale fornitore di materie prime, utilities e servizi a IVI, per le quali vanta nei confronti di IVI crediti per decine di milioni di euro.

24 luglio 2008: Ineos Vinyls Italia (IVI) comunica di aver ricevuto manifestazioni di interesse per l’acquisto di suoi asset da parte di alcuni soggetti industriali italiani.

10 ottobre 2008: viene diffusa la notizia di un’intesa firmata tra Ineos ed il gruppo SAFI.
Emergono difficoltà di IVI a pagare ad Eni le forniture di materie prime e servizi. Eni continua a fornire prodotti e servizi senza essere pagata.

4 novembre 2008: IVI annuncia la firma di un protocollo di intesa con il gruppo SAFI e informa Eni che i rappresentanti della SAFI sono autorizzati a negoziare per suo conto i piani di rientro del credito di Eni.

16 dicembre 2008: Eni e SAFI siglano una lettera di intenti sul piano di rientro del debito di 80 milioni di euro. SAFI si impegna a pagare ad Eni 30 milioni entro il 31 marzo 2009.

31 dicembre 2008: Nel momento della firma del contratto preliminare con Ineos, SAFI riscontra difficoltà in merito all’acquisizione degli asset, rilevando un contenzioso fiscale di IVI di cui non era a conoscenza. Di conseguenza il MiSE e SAFI propongono ad eni di rimodulare il piano di rientro. Eni si dichiara disponibile.

17 marzo 2009: In un incontro presso il MiSE Eni accetta di rivedere ancora il piano di rientro per favorire una positiva conclusione dell’operazione. SAFI si impegna a pagare la prima tranche del debito a Eni (10 milioni entro il 30 aprile).

31 marzo 2009
: SAFI acquista le azioni di IVI, ora Vinyls Italia, assumendone il controllo.
Dopo meno di un mese dall’acquisizione, SAFI dichiara di essere costretto a portare i libri in tribunale.
Nel mese di giugno, il Tribunale di Venezia ammette Vinyls Italia all’Amministrazione straordinaria con la nomina di tre commissari. 

12 novembre 2009: Eni e i commissari di Vinyls si accordano presso il Ministero dello Sviluppo economico per la ripresa delle forniture delle materie prime per gli impianti Vinyls il 15 dicembre. Le forniture, che Eni si era impegnata a consegnare a condizioni favorevoli, non vengono mai richieste.

17 marzo 2010: i commissari ricevono l'autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico per la pubblicazione del bando di vendita degli impianti di Porto Torres, Marghera e Ravenna.
Ramco, società del Qatar, mostra l’intenzione di acquisire gli asset Vinyls. Inoltre, dichiara di voler contestualmente acquisire da Eni alcuni asset necessari all’integrazione del ciclo del cloro. Eni si rende disponibile ad avviare una trattativa con Ramco sia per le forniture, sia per il trasferimento di asset e conferma fin da subito la disponibilità a trasferire a Ramco le condizioni favorevoli per le forniture accordate ai Commissari.

10 febbraio 2010: Ramco ed Eni firmano un confidentiality agreement preliminare al prosieguo delle trattative. Nelle settimane successive hanno luogo diversi incontri e scambi di documenti tra le parti.

31 marzo 2010: viene pubblicato il bando per presentare manifestazione di interesse per acquisizione o affitto degli impianti Vinyls, secondo la procedura di amministrazione straordinaria.

24 aprile 2010
: Ramco presenta la manifestazione di interesse per l'acquisto/affitto degli impianti chimici di Vinyls.

5 maggio 2010: dopo un incontro al MiSE, Eni e Ramco si dichiarano vicine ad un’intesa, come da verbale dell’incontro e nota diffusa dal Ministero.

12 maggio 2010: Ramco comunica l’intenzione di recedere sia dalla procedura per la rilevazione di Vinyls, sia dalle trattative con Eni per l’acquisizione degli impianti necessari all’integrazione del ciclo del cloro. Il Ministero “ritenendo che la comunicazione della Ramco sia in contrasto con le incoraggianti conclusioni dell’incontro del 5 maggio scorso, (…) ha invitato i vertici della Ramco a chiarire la loro posizione in un incontro che verrà fissato per l’inizio della prossima settimana”.

27 maggio 2010: Ramco invia una nuova comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico dichiarando di non aver più alcun interesse per Vinyls e per l’intera filiera del cloro a causa della difficile congiuntura economica internazionale.

22 luglio 2010: il Ministero dello Sviluppo Economico ed Eni sottoscrivono una dichiarazione di intenti (che viene riportata nel bando di gara pubblicato dai commissari straordinari Vinyls il 1 settembre 2010), in cui si confermano:

1.    “ […] la disponibilità di Eni a far trasferire all’acquirente dei beni di Vinyls, la proprietà dei complessi aziendali comprendenti tutti gli asset necessari al completamento della filiera produttiva nei siti di Porto Marghera, Porto Torres, Ravenna e Cirò Marina, comprensivi dei relativi contratti di lavoro;
2.    l’impegno del MiSE a garantire che l’acquirente degli asset del ciclo del cloro proseguirà le attività imprenditoriali per un periodo di almeno 4 anni;
3.    quanto recepito nel protocollo del 12 novembre 2009, sottoscritto tra gli altri da Eni e MiSE, per le condizioni di fornitura di materie prime (dicloretano ed etilene) e di utilities necessarie al riavvio degli impianti per un periodo non superiore ai 6 mesi dal riavviamento delle attività.”

1 settembre 2010: i Commissari straordinari Vinyls pubblicano un nuovo bando di gara internazionale per la cessione degli assets di Vinyls di CVM-PVC di Porto Marghera, Porto Torres e Ravenna.

22 ottobre 2010: la società Gita Holding AG (Gita) trasmette ai Commissari l’ “Offerta irrevocabile per l’acquisto dei complessi aziendali della società Vinyls Italia S.p.A. in amministrazione straordinaria”, offerta condizionata alla conclusione dell’accordo per l’acquisizione del complesso di beni di Eni organizzato per la produzione di cloro e suoi derivati.

21 dicembre 2010: al Ministero dello Sviluppo Economico Eni e Gita sottoscrivono un accordo che definisce:
-    il perimetro dei beni da trasferire (Complesso Aziendale Cloro) e i relativi dipendenti;
-    le garanzie prestate da Gita: in particolare, costituzione e capitalizzazione della società acquirente per 100 milioni di euro e garanzia di continuità dell’attività produttiva e dei livelli occupazionali per 4 anni;
-    il prezzo ipotizzato per la cessione;
-    la data della conclusione dell’operazione: 10 marzo 2011.

31 gennaio 2011: La prevista firma del contratto preliminare non avviene a causa della riapertura della fase di due diligence, dovuta ad un avvicendamento dei rappresentanti legali che assistono Gita nell’operazione, e a causa della mancata capitalizzazione da parte di Gita della nuova società che dovrebbe acquisire gli asset di Vinyls e di Eni (condizione prevista nell’accordo del 21 dicembre citato).

1 marzo 2011: Syndial (Eni) e Vinyls Group (la branch italiana del fondo lussemburghese Gita) siglano il contratto, in cui tutte le clausole contrattuali sono state negoziate. Per il closing occorre la ricapitalizzazione da parte di Gita della società Vinyls Group.